La storica visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti, che si è tenuta dal 3 al 5 febbraio 2019, ha promosso anche un momento legato al mondo dell’arte. Due nuovi lavori infatti sono stati presentati al Santo Padre alla presenza dello sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi e vice Comandante supremo delle Forze Armate degli EAU. Opere che andranno ad arricchire le collezioni del Louvre Abu Dhabie del Museo Nazionale Zayed
Tutto questo durante la Human Fraternity Conference che si è svolta nella capitale degli Emirati Arabi, seguita da una Santa Messa celebrata per la prima volta nella penisola arabica.

Le due opere entranti nel nuovo Louvre Abu Dhabi sono una scultura in legno del XVI secolo, intitolata “Cristo mostra le sue ferite”. Una statua a grandezza naturale di Cristo con il capo coperto da una corona di spine e ferito, scolpito nel tardo periodo gotico
La seconda acquisizione riguarda quattro pagine del famoso manoscritto del Corano blu datato 800-1000 d.C.. Il prezioso manufatto sarà esposto al Louvre Abu Dhabi come prestito privato dalla collezione dello Zayed National Museum. Il Corano Blu è caratterizzato da lettere dorate, scritte in caratteri cufici su una rara pergamena in tinta blu. I materiali preziosi usati indicano che sarebbe stato commissionato da un ricco mecenate.
Le due rare opere arricchiscono le collezioni dei due musei internazionali.
Il Louvre Abu Dhabi ha attratto oltre un milione di visitatori solo nel suo primo anno di vita, mentre il Museo Nazionale Zayed continua ad allargare la sua collezione, di livello mondiale, che riflette il ricco patrimonio degli Emirati Arabi Uniti

Soddisfatto SE Mohammed Khalifa Al Mubarak, chairman del Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi, che ha dichiarato: “È stato un grande onore per Abu Dhabi ospitare la Conferenza della Fraternità Umana alla presenza di due dei più grandi leader spirituali del mondo, sua santità Papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar, Dr. Ahmed Al-Tayeb. La presentazione di queste due rare opere, ognuna delle quali rappresenta una fede diversa, è servita a rafforzare il tema della conferenza, ossia che l’apertura e il dialogo culturale sono strumenti essenziali per costruire relazioni interculturali e interreligiose positive.”

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