Compie sessant’anni ma proprio non li dimostra. Stiamo parlando della Barbie, il gioco, anche se definirlo gioco oggi è molto riduttivo, più famoso e longevo al mondo.

La bambola prende vita nel 1959 da un’intuizione di Ruth Handler, la più giovane di 10 figli di una famiglia di immigrati polacchi che vivevano a Denver. La Handler, che aveva fondato con il marito la Mattel nel 1945, si era resa conto che per sua figlia le scelte in fatto di giochi erano limitate. Poteva solo essere una mamma o un badante, mentre il figlio aveva giocattoli che gli permettevano di immaginarsi come un pompiere, un astronauta, un dottore e altro. Nacque così la bambola che avrebbe mostrato alle ragazze di avere delle scelte,  che potevano diventare ed essere quello che desideravano.

Dal suo debutto il 9 marzo 1959 alla New York Toy Fair la Barbie non si è più fermata. Il suo successo è stato un crescendo grazie anche a felici intuizioni di marketing che rendevano la Barbie un modello e un esempio da imitare.

Prima che le donne potessero persino aprire i loro conti bancari, Barbie si dotava della sua prima casa dei sogni nel 1962 diventando un simbolo di indipendenza.  Con gli arredi moderni di metà secolo, l’impianto stereo hi-fi e i mobili dalle linee sottili, le ragazze potevano immaginare di intrattenere gli amici e rilassarsi in un elegante salotto.

Nel 1965 Barbie diventò un’astronauta e andò nello spazio quattro anni prima che l’uomo atterrasse sulla luna. Miss Astronaut Barbie celebrava l’entusiasmo per il programma spaziale e si preparava a esplorava nuove frontiere. Vestita con una tuta spaziale e un casco, mostrava alle ragazze che potevano raggiungere le stelle.

Tante le sue avventure, sempre al passo con i tempi o addirittura anticipando tendenze e conquiste che avrebbero poi coinvolto le donne. Sempre bella ed elegante, con il suo guardaroba da far invidia alle principesse ha celebrato nel corso degli anni tutte le sfide e i successi che la società, soprattutto americana, andava  affrontando.

Nel 1986 Andy Warhol l’ha portata nel mondo dell’arte, consacrandola come icona pop e allo stesso tempo esempio di femminilità, alla pari con Marilyn Monroe.

Un ritratto a tutto campo della celebre bambola, tra storia e sociologia, moda e arte, è illustrato nel nuovo libro di Valeria Arnaldi, giornalista, curatrice di mostre di arte contemporanea in libreria dal 21 febbraio 2019 dal titolo “Barbie. La Venere di plastica”, Ultra ICON”.

Per celebrare degnamente il compleanno della Barbie, la Mattel ha annunciato che da giugno saranno in vendita due nuove bambole: una in sedia a rotelle e una con le protesi. Le nuove bambole sono state realizzate in collaborazione con una ragazza di tredici anni nata senza un braccio e con l’Ucla Mattel Children’s Hospital di Los Angeles.

«Vogliamo dare nuovo impulso al dialogo sul tema della disabilità» spiegano dalla Mattel.  E siamo sicuri che sarà l’ennesimo successo.

 

 

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